FONDAZIONE
LUCIANO
BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34
58100 Grosseto

Tel. 0564 412732

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FONDAZIONE LUCIANO BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34 * 58100 Grosseto tel. 0564 412732

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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: aprile 2016

1. La rancura con Romano Luperini, 27 aprile


Ciclo Politica - immagini - letture

Presentazione del nuovo romanzo di Luperini, con l'autore; a cura di Giuseppe Corlito e Stefano Adami, 27 aprile, alle ore 17.

Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda. Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda.

È in questa prospettiva umana, lungo quasi un secolo di storia italiana, dal fascismo a oggi, che tre generazioni di padri e di figli attraversano le pagine del romanzo di Romano Luperini.

Tre protagonisti. Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare e figlio di contadini, che dopo l'8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana, vivendo i giorni più nitidi ed eroici della propria esistenza, in una zona di confine segnata dapprima dai crimini di guerra dei generali italiani e poi dall'odio antitaliano e dalle foibe.

Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo.

Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che da Londra torna in Italia negli anni di Berlusconi e del "Grande fratello" per vendere la casa paterna nella campagna toscana. In questa casa trova un diario del padre e, in esso, emozioni, fragilità e desideri insospettabili.

In questo romanzo i figli scoprono – a volte con sgomento, a volte con fastidio – tracce impreviste dei genitori (foto, appunti, lettere, diari, somiglianze fisiche) che provocano in loro reazioni di sfida, di ammirazione, di nostalgia o di odio, ma comunque un impulso a meglio conoscerli. Perché, per quanto incolmabili siano le distanze e forti i segni di disillusione e disimpegno che marcano il mondo presente, a resistere nel passaggio delle generazioni è la volontà di comprendere, di cercare un qualche senso della vita, di raccontare la propria versione dei fatti.

È quanto Romano Luperini fa in questo grande "romanzo-bilancio", con una scrittura asciutta e nervosa nel memoriale bellico, venata di lirismo nella descrizione dei paesaggi toscani, serrata eppure lacerata da scorci improvvisi e inquietanti nella messa in scena delle contraddizioni e del disincanto di questi rancorosi eroi (o, forse meglio, antieroi) della contemporaneità.

Romano Luperini, noto studioso e critico letterario, è nato e vive in Toscana.

Ha pubblicato presso Laterza saggi su Verga, Pirandello, Montale e sul tema dell'incontro nel romanzo europeo, ha insegnato in università italiane e straniere ed è autore di un manuale di storia e antologia della letteratura molto diffuso nei licei.

Dirige due riviste di teoria e critica della letteratura, "Allegoria" e "Moderna", e il blog www.laletteraturaenoi.it.

Come narratore, nel 2013 ha vinto il premio Volponi con il romanzo L'uso della vita. 1968 (Transeuropa).



2. 21 aprile, Prospero e Gramsci


Primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri con la Fondazione e l'Istituto Gramsci - 21 aprile, ore 17, Michele Prospero, La scienza politica di Gramsci.

Michele Prospero fornisce un tentativo sistematico di leggere Gramsci alla luce delle sue categorie politiche, mantenendo come fari orientativi i classici della modernità (soprattutto Machiavelli).

Prospero ci illustra come Gramsci, cimentandosi con i nodi storici di lunga durata, con le fratture originarie della statualità e con i conflitti che attraversano la storia d’Italia, abbia affrontato con precisione questioni teorico-politiche ancora oggi di scottante attualità: il partito personale, il capo carismatico, la partecipazione, il partito politico di massa, il trasformismo, la crisi di rappresentanza, la soluzione plebiscitaria, la differenziazione territoriale, la caduta del regime democratico e la teatralizzazione del politico.



3. Politica, immagini, letture in aprile e maggio


Politica - immagini - letture: questo il titolo del programma di iniziative che l’Istituto Gramsci Gr e la Fondazione L. Bianciardi si accingono a proporre alla città.

Un progetto culturale intenso e vario, costruito su puntate e affondi che tendono a indagare la realtà, quella solo apparentemente lontana dei sistemi teorici, e quella più direttamente circostante, per verificare quanto esse siano reciprocamente necessarie, una sorta di antidoto contro le attrattive del nonsense come unica chiave interpretativa del mondo.

Il sodalizio tra i due soggetti culturali, afferma Lucia Matergi, presidente dell’Istituto Gramsci Gr, è ormai collaudato attraverso una serie di progettazioni comuni, sempre molto seguite dai grossetani, e anche quest’anno ritrova nella presentazione di libri una formula congeniale alle due proprie vocazioni, politica e letteraria.

Si parte con due nomi prestigiosi, conferma Massimiliano Marcucci Presidente della Fondazione L. Bianciardi, provenienti dal mondo universitario e al tempo stesso noti a più largo campo come intellettuali interpreti del nostro tempo, Michele Prospero, docente di filosofia del diritto alla Sapienza, e Romano Luperini, noto studioso e critico letterario, che presenteranno rispettivamente il saggio Il pensiero politico in Gramsci e il romanzo La rancura.

Seguiranno incontri e letture sui luoghi informali della politica, sui media e comunicazione, sulla democrazia, per finire con il fenomeno del leaderismo europeo e mondiale.



4. Bianciardi bibliotecario a Grosseto


Appena pubblicato il saggio di Elisabetta Francioni, "Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954)", con presentazione di Alberto Petrucciani e postfazione di Arnaldo Bruni (Associazione italiana biblioteche, 2016).

Un'opera importante, che mancava nella bibliografia bianciardiana, del "periodo piu' bello della mia vita", come disse lo stesso Bianciardi, opera realizzata con cura e passione da una valente esperta del settore, oggi alla bibliotecaria alla Nazionale Centrale di Firenze.

"La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia.

Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane.

Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura [...].

Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini.

Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati [...] con letture, presentazioni, recensioni.

Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche.

Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus". (Luciano Bianciardi)

AUTRICE

Elisabetta Francioni (Sassari 1954) è bibliotecaria dal 1983, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere.

Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria, poi a Firenze, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto.

Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB.

Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici, 1919-1972 (Bologna: Bononia University Press, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.

Bianciardi bibliotecario a Grosseto

A BREVE LA PRESENTAZIONE CON LA FONDAZIONE A GROSSETO



5. Nuove edizioni di Bianciardi


Sono state edite da ExCogita due nuove edizioni di scritti di Luciano Bianciardi, un'edizione annotata di "Aprire il fuoco" (analogamente come fu realizzato per "La vita agra") e "Il fuorigioco mi sta antipatico", la raccolta completa delle risposte di Luciano Bianciardi alle lettere dei lettori e gli articoli apparsi sulla terza pagina del Guerin Sportivo dal 1969 al 1971, con prefazione del direttore del Guerin Matteo Marani.

Per ulteriori informazioni:

Il fuorigioco

Aprire il fuoco

A breve presenteremo come Fondazione entrambi i volumi.



6. E' morto Mario Dondero


Il 13 dicembre è morto il grande fotoreporter Mario Dondero, amico di Bianciardi, uno dei "giamaicani" - i frequentatori del bar Giamaica, insieme a Luciano, a Mulas, Cederna, Manzoni e tanti altri artisti famosi - il "Mario" della Vita agra.

Lo abbiamo ospitato al CEDAV l'anno scorso in occasione della mostra di Massimiliano Tursi su Bianciardi e gentilmente ci fece l'onore della sua presenza.

Un'umanita' fuori dal comune, che ha riversato nei suoi servizi fotografici, sempre attento alla parola e allo sguardo dell'altro.

Così Dondero descrive il suo primo incontro con Luciano Bianciardi:

"Prima di scriverla comunque La vita agra era occorso viverla. Ugo Mulas e io, sodale fraterno di quel tempo straordinario, compagno d’avventure fotografico-giornalistiche, abbiamo avuto modo di conoscere Luciano, sorta di coupe de foudre triangolare, quando ci recammo a Grosseto - mi pare che fosse nell’estate dei 1953 - per realizzare un reportage sui giurisdavidici, i seguaci di Davide Lazzaretti anche detto "il Cristo dell'Amiata" o il "Prete rosso". Direttore della Biblioteca Chelliana, il dottor Luciano Bianciardi ci era stato indicato come il maggior esperto in materia d’eresia giurisdavidica. Ci accolse benissimo e ci spedì a trovare il Tomencioni ...

Quando Bianciardi venne chiamato a Milano, la prima porta cui bussò in cerca d’alloggio fu la nostra, semplici inquilini della pensione della signora Maria Tedeschi, la signora De Sio della Vita agra, al n. 8 della via Solferino, piena di materna comprensione per le nostre giovani esistenze... Ricordo quando con Ugo Mulas e Carlo Bavagnoli trasferitosi nella nostra stanza per far posto a Maria, ci addormentavamo spesso con il ticchettio nelle orecchie della macchina da scrivere di Luciano che raggiungeva anche gli altri dormienti che erano Bepi Tavella, i pelotari baschi, i venditori dei libri a rate dell’Einaudi Uberto Guidotti e Giancarlo Bonora e Franz Saba Sardi, scrittore con la passione dell’erotismo. Luciano era un cesellatore di parole, un patito della ricerca certosina in biblioteca. Disseppelliva parole antiche e le riproponeva fresche e nuove" ...

Foto dell'incontro con Dondero sulla nostra pagina Facebook



7. Milano, 24 ottobre, il Polo Bianciardi al BookCity Festival


Giornata su Luciano Bianciardi al BookCity Festival di Milano, il 24 ottobre alle 12.30, presso l'Arena Civica Gianni Brera, sala Appiani, anche con il polo scolastico Bianciardi di Grosseto.

Il fuorigioco ci sta antipatico: Bianciardi, il calcio e la storia (dal Guerin Sportivo a Historia, riaprendo il fuoco), questo il titolo dell'iniziativa.

Incontro con Alvaro Bertani, Luciana Bianciardi, Arnaldo Bruni, Vincenzo Crescente, Maria Antonietta Grignani, Matteo Marani, Alberto Tagliati, Massimiliano Tursi, Lorenzo Antonioni e gli allievi della 4 A Grafica/Comunicazione del Polo Bianciardi di Grosseto, vincitori del concorso "La vita agra 3.0" indetto dalla Fondazione.

Libri di cui si parla:

Luciano Bianciardi, Il fuorigioco mi sta antipatico, ExCogita Editore;

L’Historia di Bianciardi, a cura di Vincenzo Crescente, prefazione di Alberto Tagliati, ExCogita Editore;

Aprire il fuoco, edizione annotata a cura di Alvaro Bertani, prefazione di Maria Antonietta Grignani, ExCogita Editore;

Massimiliano Tursi, Luciano Bianciardi. I luoghi, il tempo, le parole, prefazione di Mario Dondero, ExCogita Editore.



8. Uscito il nuovo numero del Gabellino


E' in linea il numero 15 de "Il gabellino", il periodico della Fondazione, interamente digitale.

Sono presenti contributi teorici di alcuni nostri collaboratori (in particolare di Romano Luperini, che apre la rivista) e articoli della redazione della Fondazione, che prendono in esame eventi e pubblicazioni di questi anni.

I contributi alla rivista sono aperti a tutti: per inviare un articolo, che sarà vagliato dalla redazione, è sufficiente registrarsi nel sito alla pagina: http://www.ilgabellino.eu/ilgabellino/user/register.

Inoltre sempre nello stesso sito è possibile consultare tutte le annate del periodico, grazie al lavoro della dr.ssa Federica Ferri:i numeri (ora digitalizzati in pdf) sono disponibili alla consultazione libera e racchiusi per fascicolo (il link è qui sulla banda a sinistra).



9. Città visibile, appuntamenti con la Fondazione


La Fondazione sarà presente alla Città visibile martedì 15 settembre alle ore 17, al Cassero, nell'ambito della rassegna "Riabilitare Grosseto", con la presentazione del catalogo della mostra "I luoghi di Luciano Bianciardi" con il fotografo Massimiliano Tursi.

Sabato 19 settembre alle ore 21.30, nella sede della Proloco, il chiostro di Piazza del Popolo, incontro sulla Libia di Gheddafi con il documentario del giornalista Gianfranco Jacopozzi e le parole del Viaggio in Barberia di Luciano Bianciardi, presentate da Massimiliano Marcucci.



10. La Fondazione alla Festa de L'Unità di Grosseto


La Fondazione, in collaborazione con l'Istituto Gramsci Grosseto, propone una serie di appuntamenti culturali alla Festa.

Si tratta di incontri in cui si affronteranno vari temi di attualità, sia visti nell'ottica nazionale sia con lo sguardo attento ai fenomeni di politica estera più densi di prospettive e di futuro.

L'inizio degli incontri è fissato per le 18.30 (solo 12 settembre, tema Europa, ore 19.30).

Tutti gli incontri si svolgeranno presso lo stand La Cultura alla Festa dell’Unità, Parco di via Giotto.



2 Settembre ore 18,30 Storie di Migranti

Con i migranti richiedenti asilo, accolti nel grossetano Conduce Massimiliano Marcucci, direttore Fondazione L. Bianciardi Con Rosalba Fanciulli, PD Grosseto In collaborazione con le Cooperative Solidarietà è crescita, Auxilium, Uscita di Sicurezza



3 Settembre ore 18,30 Editoria e web, nuove frontiere di cultura

Luca Verzichelli, Università di Siena, CDA Editrice Il Mulino Emilio Guariglia, Il Tirreno Grosseto



5 Settembre ore 18,30 La storia di Bianciardi Presentazione del libro “Historia” di Luciano Bianciardi

Luciana Bianciardi, Presidente Fondazione L. Bianciardi, editore Excogita Vincenzo Crescente, curatore del libro Flavio Fusi, giornalista RAI 3



6 Settembre ore 18,30 Ucraina e noi

Flavio Fusi, già corrispondente dall’Ucraina per Tg3 Massimiliano Frascino, giornalista, direttivo Istituto Gramsci Grosseto



8 Settembre ore 18,30 Intellettuali e popolo oggi

Valerio Fusi, già direttore Biblioteca Chelliana Barbara Benigni, direttivo Istituto Gramsci Gr Con gli studenti del Liceo delle Scienze Sociali di Grosseto, coautori della ricerca



9 Settembre ore 18,30 E’ tornata l’Unità. Quale Unità?

Vladimiro Frulletti, vicedirettore de L’Unità Con la presenza delle redazioni delle testate giornalistiche locali



12 Settembre ore 19,30 Stati Uniti d'Europa: un'utopia possibile?

Giulio Saputo, Segretario generale Giovani Federalisti Europei introduce Massimiliano Marcucci, Fond. Bianciardi



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