FONDAZIONE
LUCIANO
BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34
58100 Grosseto

Tel. 0564 412732

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FONDAZIONE LUCIANO BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34 * 58100 Grosseto tel. 0564 412732

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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: giugno 2016

1. Roma, 13 giugno, convegno su Bianciardi bibliotecario


Lunedì 13 giugno 2016, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche. Sezione Lazio e con la Fondazione Luciano Bianciardi, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954) di Elisabetta Francioni( presentazione di Alberto Petrucciani; postfazione di Arnaldo Bruni, Associazione italiana biblioteche, 2016).

Introduce: Massimiliano Marcucci.

Intervengono: Simonetta Buttò, Vittorio Ponzani, Lucia Strappini.

Coordina: Rosanna De Longis.

La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane. Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura [...]. Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini. Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati [...] con letture, presentazioni, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche. Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus. (Luciano Bianciardi)

Elisabetta Francioni è bibliotecaria dal 1983, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere. Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria, poi a Firenze, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto. Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB. Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici, 1919-1972 (Bononia University Press, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.

Simonetta Buttò dirige l’Istituto centrale per il Catalogo Unico (ICCU).

Rosanna De Longis dirige la Biblioteca di storia moderna e contemporanea.

Massimiliano Marcucci è Presidente della Fondazione Luciano Bianciardi.

Vittorio Ponzani è Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche (Aib) Sezione Lazio.

Lucia Strappini è docente di Letteratura italiana presso l’Università per stranieri di Siena.



2. 25 maggio, incontro sul disagio giovanile


La Fondazione Luciano Bianciardi e la Fondazione Il Sole di Grosseto, con il patrocinio della Fondazione Grosseto Cultura, organizzano un incontro sul disagio giovanile, dal titolo “Depressione e aggressività in adolescenza”, mercoledì 25 maggio, alle ore 17, presso il Museo di Storia naturale di Grosseto.

Presente uno dei massimi esperti italiani del settore, il prof. Gabrlele Maris, introdotto dal dr. Giuseppe Cardamone, medico psichiatra.

Il Prof. Gabriele Masi è direttore dell'U.O. “Psichiatria e psicofarmacologia dello Sviluppo” dell'Istituto Scientifico Stella Maris di Pisa, uno dei centri più noti nello studio e nella cura delle malattie psichiatriche.

Il Prof. Masi, noto a livello internazionale, docente in varie università italiane e straniere, è autore di più di 400 pubblicazioni scientifiche; la sua attività si concentra in particolare sui disturbi dell'umore (depressione e disturbo bipolare), i disturbi d'ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, le psicosi e l'autismo in età giovanile.



3. 21 maggio, Il fuorigioco mi sta antipatico a Ribolla


A Ribolla, alle ore 18, la presentazione del libro edito da Excogita che raccoglie gli scritti sul calcio di Luciano Bianciardi, tratti dal Guerin Sportivo di Gianni Brera.

Dalla prefazione dell'attuale direttore del Guerino, Marani:

"La cosa più bella di rileggere il Bianciardi del Guerin Sportivo è il disincanto con il quale guardava al pallone, pur rispettandolo nel profondo, come solo chi lo ha praticato e amato sin da piccolo sa fare.

I suoi giudizi sulla società, ma anche sullo stesso gioco del pallone, sono autentiche gemme, lampi di lucidità, squarci di intelligenza, che si possono leggere con l’immediatezza che solo una rubrica di giornale consente.

Per questo trovo il Bianciardi giornalista superiore agli altri, comunque tutti grandissimi. Bianciardi e il “mio” Guerino.

Una gioia immaginare che altri ragazzi lo scopriranno qui. Adesso".



4. 14 maggio, La televisione, con Vanessa Roghi


Sabato 14 maggio, ore 17, sede Fondazione, presentazione del libro "TELEVISIONE. Storia, immaginario, memoria" (Rubbettino, 2015) di Vanessa Roghi e Damiano Garofalo.

Con Vanessa Roghi, Università La Sapienza Roma.

Una storia culturale della televisione che tiene in considerazione l’analisi qualitativa degli ascolti, l’impatto sociale dei diversi programmi, il loro peso sull’immaginario nazionale.

Oltre alla prospettiva storica il libro traccia alcune linee per uno studio delle dialettiche televisive e dell’immaginario, ovvero del ruolo della televisione nella costruzione di paesaggi mediali che, rappresentando individui e gruppi sociali, si attuano nella sfera pubblica modificandola.



5. 6 maggio, A casa del popolo, di Antonio Fanelli


Terzo appuntamento con "Politica, immagine, letture": presentazione di "A casa del popolo. Antropologia e storia dell'associazionismo ricreativo" (Donzelli, 2014), di Antonio Fanelli.

Con l'autore, Pietro Clemente e Marco Giuliani.

I luoghi della partecipazione in Toscana coincidono con le case del popolo.

Dalla ricerca accurata e partecipe di Antonio Fanelli emerge la rappresentazione di un fenomeno tipico soprattutto del fiorentino, rilevante comunque anche nel resto del territorio regionale.

Dentro quelle mura si è svolta tanta vita, forse la migliore, se valutata nel suo potenziale civico, delle comunità toscane.



6. La rancura con Romano Luperini, 27 aprile


Ciclo Politica - immagini - letture

Presentazione del nuovo romanzo di Luperini, con l'autore; a cura di Giuseppe Corlito e Stefano Adami, 27 aprile, alle ore 17.

Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda. Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda.

È in questa prospettiva umana, lungo quasi un secolo di storia italiana, dal fascismo a oggi, che tre generazioni di padri e di figli attraversano le pagine del romanzo di Romano Luperini.

Tre protagonisti. Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare e figlio di contadini, che dopo l'8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana, vivendo i giorni più nitidi ed eroici della propria esistenza, in una zona di confine segnata dapprima dai crimini di guerra dei generali italiani e poi dall'odio antitaliano e dalle foibe.

Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo.

Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che da Londra torna in Italia negli anni di Berlusconi e del "Grande fratello" per vendere la casa paterna nella campagna toscana. In questa casa trova un diario del padre e, in esso, emozioni, fragilità e desideri insospettabili.

In questo romanzo i figli scoprono – a volte con sgomento, a volte con fastidio – tracce impreviste dei genitori (foto, appunti, lettere, diari, somiglianze fisiche) che provocano in loro reazioni di sfida, di ammirazione, di nostalgia o di odio, ma comunque un impulso a meglio conoscerli. Perché, per quanto incolmabili siano le distanze e forti i segni di disillusione e disimpegno che marcano il mondo presente, a resistere nel passaggio delle generazioni è la volontà di comprendere, di cercare un qualche senso della vita, di raccontare la propria versione dei fatti.

È quanto Romano Luperini fa in questo grande "romanzo-bilancio", con una scrittura asciutta e nervosa nel memoriale bellico, venata di lirismo nella descrizione dei paesaggi toscani, serrata eppure lacerata da scorci improvvisi e inquietanti nella messa in scena delle contraddizioni e del disincanto di questi rancorosi eroi (o, forse meglio, antieroi) della contemporaneità.

Romano Luperini, noto studioso e critico letterario, è nato e vive in Toscana.

Ha pubblicato presso Laterza saggi su Verga, Pirandello, Montale e sul tema dell'incontro nel romanzo europeo, ha insegnato in università italiane e straniere ed è autore di un manuale di storia e antologia della letteratura molto diffuso nei licei.

Dirige due riviste di teoria e critica della letteratura, "Allegoria" e "Moderna", e il blog www.laletteraturaenoi.it.

Come narratore, nel 2013 ha vinto il premio Volponi con il romanzo L'uso della vita. 1968 (Transeuropa).



7. 21 aprile, Prospero e Gramsci


Primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri con la Fondazione e l'Istituto Gramsci - 21 aprile, ore 17, Michele Prospero, La scienza politica di Gramsci.

Michele Prospero fornisce un tentativo sistematico di leggere Gramsci alla luce delle sue categorie politiche, mantenendo come fari orientativi i classici della modernità (soprattutto Machiavelli).

Prospero ci illustra come Gramsci, cimentandosi con i nodi storici di lunga durata, con le fratture originarie della statualità e con i conflitti che attraversano la storia d’Italia, abbia affrontato con precisione questioni teorico-politiche ancora oggi di scottante attualità: il partito personale, il capo carismatico, la partecipazione, il partito politico di massa, il trasformismo, la crisi di rappresentanza, la soluzione plebiscitaria, la differenziazione territoriale, la caduta del regime democratico e la teatralizzazione del politico.



8. Politica, immagini, letture in aprile e maggio


Politica - immagini - letture: questo il titolo del programma di iniziative che l’Istituto Gramsci Gr e la Fondazione L. Bianciardi si accingono a proporre alla città.

Un progetto culturale intenso e vario, costruito su puntate e affondi che tendono a indagare la realtà, quella solo apparentemente lontana dei sistemi teorici, e quella più direttamente circostante, per verificare quanto esse siano reciprocamente necessarie, una sorta di antidoto contro le attrattive del nonsense come unica chiave interpretativa del mondo.

Il sodalizio tra i due soggetti culturali, afferma Lucia Matergi, presidente dell’Istituto Gramsci Gr, è ormai collaudato attraverso una serie di progettazioni comuni, sempre molto seguite dai grossetani, e anche quest’anno ritrova nella presentazione di libri una formula congeniale alle due proprie vocazioni, politica e letteraria.

Si parte con due nomi prestigiosi, conferma Massimiliano Marcucci Presidente della Fondazione L. Bianciardi, provenienti dal mondo universitario e al tempo stesso noti a più largo campo come intellettuali interpreti del nostro tempo, Michele Prospero, docente di filosofia del diritto alla Sapienza, e Romano Luperini, noto studioso e critico letterario, che presenteranno rispettivamente il saggio Il pensiero politico in Gramsci e il romanzo La rancura.

Seguiranno incontri e letture sui luoghi informali della politica, sui media e comunicazione, sulla democrazia, per finire con il fenomeno del leaderismo europeo e mondiale.



9. Bianciardi bibliotecario a Grosseto


Appena pubblicato il saggio di Elisabetta Francioni, "Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954)", con presentazione di Alberto Petrucciani e postfazione di Arnaldo Bruni (Associazione italiana biblioteche, 2016).

Un'opera importante, che mancava nella bibliografia bianciardiana, del "periodo piu' bello della mia vita", come disse lo stesso Bianciardi, opera realizzata con cura e passione da una valente esperta del settore, oggi alla bibliotecaria alla Nazionale Centrale di Firenze.

"La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia.

Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane.

Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura [...].

Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini.

Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati [...] con letture, presentazioni, recensioni.

Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche.

Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus". (Luciano Bianciardi)

AUTRICE

Elisabetta Francioni (Sassari 1954) è bibliotecaria dal 1983, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere.

Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria, poi a Firenze, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto.

Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB.

Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici, 1919-1972 (Bologna: Bononia University Press, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.

Bianciardi bibliotecario a Grosseto

A BREVE LA PRESENTAZIONE CON LA FONDAZIONE A GROSSETO



10. Nuove edizioni di Bianciardi


Sono state edite da ExCogita due nuove edizioni di scritti di Luciano Bianciardi, un'edizione annotata di "Aprire il fuoco" (analogamente come fu realizzato per "La vita agra") e "Il fuorigioco mi sta antipatico", la raccolta completa delle risposte di Luciano Bianciardi alle lettere dei lettori e gli articoli apparsi sulla terza pagina del Guerin Sportivo dal 1969 al 1971, con prefazione del direttore del Guerin Matteo Marani.

Per ulteriori informazioni:

Il fuorigioco

Aprire il fuoco

A breve presenteremo come Fondazione entrambi i volumi.



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