FONDAZIONE
LUCIANO
BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34
58100 Grosseto

Tel. 0564 412732

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FONDAZIONE LUCIANO BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34 * 58100 Grosseto tel. 0564 412732

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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: luglio 2016

1. 13 agosto, Festambiente, il Fuorigioco di Bianciardi


A Festambiente sabato 13 agosto, alle ore 19.15, presentazione del libro edito da Excogita che raccoglie gli scritti sul calcio di Luciano Bianciardi, tratti dal Guerin Sportivo di Gianni Brera.

Con il giornalista e allenatore di calcio giovanile Lorenzo Falconi e Massimiliano Marcucci.

Dalla prefazione dell'attuale direttore del Guerino, Marani:

"La cosa più bella di rileggere il Bianciardi del Guerin Sportivo è il disincanto con il quale guardava al pallone, pur rispettandolo nel profondo, come solo chi lo ha praticato e amato sin da piccolo sa fare.

I suoi giudizi sulla società, ma anche sullo stesso gioco del pallone, sono autentiche gemme, lampi di lucidità, squarci di intelligenza, che si possono leggere con l’immediatezza che solo una rubrica di giornale consente.

Per questo trovo il Bianciardi giornalista superiore agli altri, comunque tutti grandissimi. Bianciardi e il “mio” Guerino.

Una gioia immaginare che altri ragazzi lo scopriranno qui. Adesso".



2. Letture al mare


Letture al mare, un classico estivo intramontabile: è su questa strada collaudata e sempre piacevole che si muove il patto tra la Libreria Palomarina, fresca di inaugurazione, e un gruppo di amici dell’Istituto Gramsci e della Fondazione Bianciardi, per proporre al pubblico grossetano già affezionato a qualche prova invernale, ma anche ai villeggianti di Marina di Grosseto, una serie di pagine lette ad alta voce e capaci di stimolare successive degustazioni più solitarie e personali.

Fino a qui niente di nuovo, se non fosse che il programma esula dal tradizionale noir estivo risolto dall’immancabile detective nostrano e non prevede nemmeno storie di amori a ritmi caraibici, ma osa la grande letteratura, quella dei nomi intramontabili, quella che si potrebbe anche aver letto a scuola, per intenderci, o che potrebbe occupare le pagine di qualche rivista specializzata.

La scommessa implicita nel progetto è conciliare la forza delle opere con la leggerezza della proposta: da qui l’idea di fare leva sulla pagina, intesa nel senso letterale del termine, per scovare al suo interno tutto il succo necessario per far nascere o risvegliare la voglia di saperne di più su un autore forse passato di moda, su un libro che non ci bombarda quotidianamente dai banner del pc.

Tutta roba buona, lo garantiscono i presentatori, che assicurano di essere guidati, nelle loro conversazioni letterarie, esclusivamente dall’amore per i libri. “Un amor di pagina”, questo il titolo di un progetto antiaccademico e accogliente senza rinunciare all’affondo in uno dei campi più fecondi e complessi dell’intelligenza, quello della letteratura.

Si parte il 7 luglio con I quattro cicli di Borges ovvero le storie non sono infinite, a cura di Nino Muzzi.

Seguiranno Un posto pulito, illuminato bene di E.Hemingway, ovvero quel film già scritto, a cura di Lucia Matergi;

Erzogh di S. Bellow, ovvero l'ebreo errante nella giungla della città, a cura di Flavio Fusi;

“Le ragioni del cannibale”: un punto di vista antipodale (da: Memorie della vita selvaggia di Frederick Edward Maning) a cura di Valerio Fusi;

Il castello di Kafka ovvero il rapporto con il Potere, a cura di Massimiliano Marcucci.

Tutto alla Libreria Palomarina, Lungomare Leopoldo di Lorena, Marina di Grosseto, dalle ore 21,30.



3. Bianciardi e Kansas City, 24 luglio


Miniera di Ravi Marchi (Gavorrano), domenica 24 luglio, ore 21.30

Kansas City

vita immaginaria di Luciano Bianciardi

otto quadri per una radiocommedia

di Claudio Riggio

"Un amore così intenso da lasciare tracce nella realtà. Modificandola. Era un tormentone – dice chi lo ha conosciuto – Grosseto come Kansas City. Un uomo è i luoghi in cui è stato amato e amare è farsi portare altrove, in un altro luogo. Così Grosseto, la sua città, era Kansas City. Così Bianciardi era un altro uomo"



4. Roma, 13 giugno, convegno su Bianciardi bibliotecario


Lunedì 13 giugno 2016, alle ore 17.00, in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche. Sezione Lazio e con la Fondazione Luciano Bianciardi, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954) di Elisabetta Francioni( presentazione di Alberto Petrucciani; postfazione di Arnaldo Bruni, Associazione italiana biblioteche, 2016).

Introduce: Massimiliano Marcucci.

Intervengono: Simonetta Buttò, Vittorio Ponzani, Lucia Strappini.

Coordina: Rosanna De Longis.

La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane. Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura [...]. Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini. Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati [...] con letture, presentazioni, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche. Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus. (Luciano Bianciardi)

Elisabetta Francioni è bibliotecaria dal 1983, dopo una breve esperienza come insegnante di lettere. Ha lavorato per sette anni a Sassari alla Biblioteca universitaria, poi a Firenze, prima alla Marucelliana e dal 2003 alla Biblioteca nazionale centrale; nello stesso anno si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari con una tesi sull’esperienza di Luciano Bianciardi alla direzione della Chelliana di Grosseto. Ha fatto parte del Comitato esecutivo regionale delle Sezioni Sardegna e Toscana dell’AIB. Ha pubblicato contributi di storia delle biblioteche e dei bibliotecari (con una particolare attenzione alle bibliotecarie) in volumi collettanei e riviste, ha collaborato al Dizionario biografico dei soprintendenti bibliografici, 1919-1972 (Bononia University Press, 2011) e ha redatto alcune voci per il Dizionario biobibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo in AIB-WEB.

Simonetta Buttò dirige l’Istituto centrale per il Catalogo Unico (ICCU).

Rosanna De Longis dirige la Biblioteca di storia moderna e contemporanea.

Massimiliano Marcucci è Presidente della Fondazione Luciano Bianciardi.

Vittorio Ponzani è Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche (Aib) Sezione Lazio.

Lucia Strappini è docente di Letteratura italiana presso l’Università per stranieri di Siena.



5. 25 maggio, incontro sul disagio giovanile


La Fondazione Luciano Bianciardi e la Fondazione Il Sole di Grosseto, con il patrocinio della Fondazione Grosseto Cultura, organizzano un incontro sul disagio giovanile, dal titolo “Depressione e aggressività in adolescenza”, mercoledì 25 maggio, alle ore 17, presso il Museo di Storia naturale di Grosseto.

Presente uno dei massimi esperti italiani del settore, il prof. Gabrlele Maris, introdotto dal dr. Giuseppe Cardamone, medico psichiatra.

Il Prof. Gabriele Masi è direttore dell'U.O. “Psichiatria e psicofarmacologia dello Sviluppo” dell'Istituto Scientifico Stella Maris di Pisa, uno dei centri più noti nello studio e nella cura delle malattie psichiatriche.

Il Prof. Masi, noto a livello internazionale, docente in varie università italiane e straniere, è autore di più di 400 pubblicazioni scientifiche; la sua attività si concentra in particolare sui disturbi dell'umore (depressione e disturbo bipolare), i disturbi d'ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, le psicosi e l'autismo in età giovanile.



6. 21 maggio, Il fuorigioco mi sta antipatico a Ribolla


A Ribolla, alle ore 18, la presentazione del libro edito da Excogita che raccoglie gli scritti sul calcio di Luciano Bianciardi, tratti dal Guerin Sportivo di Gianni Brera.

Dalla prefazione dell'attuale direttore del Guerino, Marani:

"La cosa più bella di rileggere il Bianciardi del Guerin Sportivo è il disincanto con il quale guardava al pallone, pur rispettandolo nel profondo, come solo chi lo ha praticato e amato sin da piccolo sa fare.

I suoi giudizi sulla società, ma anche sullo stesso gioco del pallone, sono autentiche gemme, lampi di lucidità, squarci di intelligenza, che si possono leggere con l’immediatezza che solo una rubrica di giornale consente.

Per questo trovo il Bianciardi giornalista superiore agli altri, comunque tutti grandissimi. Bianciardi e il “mio” Guerino.

Una gioia immaginare che altri ragazzi lo scopriranno qui. Adesso".



7. 14 maggio, La televisione, con Vanessa Roghi


Sabato 14 maggio, ore 17, sede Fondazione, presentazione del libro "TELEVISIONE. Storia, immaginario, memoria" (Rubbettino, 2015) di Vanessa Roghi e Damiano Garofalo.

Con Vanessa Roghi, Università La Sapienza Roma.

Una storia culturale della televisione che tiene in considerazione l’analisi qualitativa degli ascolti, l’impatto sociale dei diversi programmi, il loro peso sull’immaginario nazionale.

Oltre alla prospettiva storica il libro traccia alcune linee per uno studio delle dialettiche televisive e dell’immaginario, ovvero del ruolo della televisione nella costruzione di paesaggi mediali che, rappresentando individui e gruppi sociali, si attuano nella sfera pubblica modificandola.



8. 6 maggio, A casa del popolo, di Antonio Fanelli


Terzo appuntamento con "Politica, immagine, letture": presentazione di "A casa del popolo. Antropologia e storia dell'associazionismo ricreativo" (Donzelli, 2014), di Antonio Fanelli.

Con l'autore, Pietro Clemente e Marco Giuliani.

I luoghi della partecipazione in Toscana coincidono con le case del popolo.

Dalla ricerca accurata e partecipe di Antonio Fanelli emerge la rappresentazione di un fenomeno tipico soprattutto del fiorentino, rilevante comunque anche nel resto del territorio regionale.

Dentro quelle mura si è svolta tanta vita, forse la migliore, se valutata nel suo potenziale civico, delle comunità toscane.



9. La rancura con Romano Luperini, 27 aprile


Ciclo Politica - immagini - letture

Presentazione del nuovo romanzo di Luperini, con l'autore; a cura di Giuseppe Corlito e Stefano Adami, 27 aprile, alle ore 17.

Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda. Rancura. La parola – rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi – è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda.

È in questa prospettiva umana, lungo quasi un secolo di storia italiana, dal fascismo a oggi, che tre generazioni di padri e di figli attraversano le pagine del romanzo di Romano Luperini.

Tre protagonisti. Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare e figlio di contadini, che dopo l'8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana, vivendo i giorni più nitidi ed eroici della propria esistenza, in una zona di confine segnata dapprima dai crimini di guerra dei generali italiani e poi dall'odio antitaliano e dalle foibe.

Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo.

Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che da Londra torna in Italia negli anni di Berlusconi e del "Grande fratello" per vendere la casa paterna nella campagna toscana. In questa casa trova un diario del padre e, in esso, emozioni, fragilità e desideri insospettabili.

In questo romanzo i figli scoprono – a volte con sgomento, a volte con fastidio – tracce impreviste dei genitori (foto, appunti, lettere, diari, somiglianze fisiche) che provocano in loro reazioni di sfida, di ammirazione, di nostalgia o di odio, ma comunque un impulso a meglio conoscerli. Perché, per quanto incolmabili siano le distanze e forti i segni di disillusione e disimpegno che marcano il mondo presente, a resistere nel passaggio delle generazioni è la volontà di comprendere, di cercare un qualche senso della vita, di raccontare la propria versione dei fatti.

È quanto Romano Luperini fa in questo grande "romanzo-bilancio", con una scrittura asciutta e nervosa nel memoriale bellico, venata di lirismo nella descrizione dei paesaggi toscani, serrata eppure lacerata da scorci improvvisi e inquietanti nella messa in scena delle contraddizioni e del disincanto di questi rancorosi eroi (o, forse meglio, antieroi) della contemporaneità.

Romano Luperini, noto studioso e critico letterario, è nato e vive in Toscana.

Ha pubblicato presso Laterza saggi su Verga, Pirandello, Montale e sul tema dell'incontro nel romanzo europeo, ha insegnato in università italiane e straniere ed è autore di un manuale di storia e antologia della letteratura molto diffuso nei licei.

Dirige due riviste di teoria e critica della letteratura, "Allegoria" e "Moderna", e il blog www.laletteraturaenoi.it.

Come narratore, nel 2013 ha vinto il premio Volponi con il romanzo L'uso della vita. 1968 (Transeuropa).



10. 21 aprile, Prospero e Gramsci


Primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri con la Fondazione e l'Istituto Gramsci - 21 aprile, ore 17, Michele Prospero, La scienza politica di Gramsci.

Michele Prospero fornisce un tentativo sistematico di leggere Gramsci alla luce delle sue categorie politiche, mantenendo come fari orientativi i classici della modernità (soprattutto Machiavelli).

Prospero ci illustra come Gramsci, cimentandosi con i nodi storici di lunga durata, con le fratture originarie della statualità e con i conflitti che attraversano la storia d’Italia, abbia affrontato con precisione questioni teorico-politiche ancora oggi di scottante attualità: il partito personale, il capo carismatico, la partecipazione, il partito politico di massa, il trasformismo, la crisi di rappresentanza, la soluzione plebiscitaria, la differenziazione territoriale, la caduta del regime democratico e la teatralizzazione del politico.



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