FONDAZIONE
LUCIANO
BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34
58100 Grosseto

Tel. 0564 412732

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FONDAZIONE LUCIANO BIANCIARDI

Via De Pretis 32-34 * 58100 Grosseto tel. 0564 412732

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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: aprile 2015

1. 8 e 9 maggio, tra Garibaldi e Ribolla


Venerdì 8 maggio, alle ore 17, nella sede di via Depretis ultimo appuntamento con il ciclo "Politica e miti", in collaborazione con l'Istituto Gramsci di Grosseto.

Partendo dal Garibaldi di Bianciardi, Nicola Turi dell'Università di Cagliari intende tracciare un percorso storico e letterario del mito politico italiano per eccellenza, Giuseppe Garibaldi.

Sabato 9 maggio, alle ore 17, presso l'ex cinema di Ribolla, nell'ambito delle celebrazioni comunali della tragedia mineraria del 1954, inaugurazione della mostra di fotografie di Massimo Tursi sui luoghi di Bianciardi, già proposta al CEDAV a settembre.

A seguire la presentazione della nuova edizione di "Vita agra di un anarchico", con la presenza dell'autore Pino Corrias, libro che suscitò all'uscita nel 1993 un rinnovato interesse nazionale per Bianciardi.



2. 24 e 25 aprile, Bianciardi per la Liberazione


Per la Liberazione la Fondazione è presente il 24 e il 25 aprile con due appuntamenti prestigiosi, i "Dialoghi letterari per la Liberazione"

Il 24 aprile alle ore 17 nella sede della Fondazione, il prof. Giorgio Patrizi presenta il suo lavoro su Gadda : per la prima volta, in una monografia, si ricostruisce l'intero percorso umano e intellettuale di Gadda, con un'analisi puntuale delle sue opere, indagate all'interno dell'inquieto procedere dello scrittore, dei rapporti con la propria autobiografia, con le trasformazioni della societa' intellettuale e civile, con la cultura della tradizione e del rinnovamento novecentesco.

Il 25 aprile, alle ore 17, nella sala del Museo di storia naturale della Maremma, il prof. Paolo Puppa, docente di storia del teatro all'Universita' di Venezia, drammaturgo, narratore e poeta, presenta il suo ultimo romanzo "Ca' Foscari dei dolori", un romanzo tra eros, follia e vizi accademici.

3. Berlinguer e la fine del comunismo, 18 aprile


Sabato 18 aprile, ore 17, riprendiamo il ciclo "Politica e Miti" con un appuntamento importante, legato a una delle figure piu' significative della storia politica del PCI, Enrico Berlinguer.

Silvio Pons, direttore della Fondazione nazionale Antonio Gramsci, presenta il suo "Berlinguer e la fine del comunismo", Einaudi editore.

Un Berlinguer storicizzato, che emerge dalla riflessione sul suo mito, per attingere alla sua visione e alla sua opera politica, senza eludere le contraddizioni di alcuni risultati, per affermare senza pregiudizio la sua eredita' morale e civile.

4. Bianciardi alla Normale, 26 marzo


Giovedi' 26 marzo alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Luciana Bianciardi e Arnaldo Bruni discuteranno con gli studenti sul tema dal titolo "Io mi oppongo, Luciano Bianciardi oggi".

Luciano torna quindi alla Normale, dopo essersi là laureato nel 1948 su una tesi sul pedagogista e filosofo John Dewey, sotto la guida di Guido Calogero, antifascista, insigne maestro del liberalsocialismo.



5. Campi di fragole per sempre, di Flavio Fusi


Venerdì 13 marzo alle ore 18 al Museo di Storia naturale di Grosseto, la Fondazione invita alla presentazione di "Campi di fragole per sempre Una cronaca infedele", di Flavio Fusi.

Un libro di memorie, anzi un libretto, come lo definisce il suo autore, Flavio Fusi, il giornalista della Rai, quell’inviato all’estero che per tanti anni ha raccontato tante crisi internazionali con il suo stile onesto e asciutto, senz’altro apprezzato dai telespettatori italiani per la sicura professionalità, di più da quelli grossetani, loro poco abituati a sentire in rete quel vago accento maremmano e quindi orgogliosi di trovarlo anche fuori dalle rassicuranti televisioni nostrane.

Flavio ci offre il suo passato, anzi quello che del suo passato riemerge da qualche vecchia fotografia, lo spunto ideale per recuperare a pezzi, per omettere, per aggiungere.

Una cronaca infedele, come recita il sottotitolo, dove ci ritroviamo perché anche nei nostri pezzi di ricordo abbiamo attraversato quegli anni, quei posti, quei nomi.

Una memoria personale che diventa collettiva e apre al recupero della storia di una città e di un intero territorio, intrecciando l’avventura individuale con la sociologia e la politica.

Romanzo di formazione di un uomo e di una città.



6. 7 marzo, Fascismo e neofascismo


Sabato 7 marzo, alle ore 16, nella sede della Fondazione nuovo incontro per il ciclo "Politica e miti", con Gianfranco Pagliarulo del Comitato Nazionale ANPI.

Presentazione del libro "Il contrasto ai neofascismi: gli strumenti giuridici e politici"; il libro contiene gli atti del Convegno promosso a Roma il 31 marzo 2014 dall'ANPI nazionale e dall'Istituto Alcide Cervi.

Le due relazioni principali sono di Angela Di Bella, ricercatrice di diritto penale presso l'Università degli studi di Milano, che fa il punto su "Gli strumenti giuridici" (la legge Scelba del 1952 e la legge Mancino del 1993), indicando come la loro applicazione è stata molto limitata ed è carente soprattutto rispetto a quanto accade sul web, e di Carlo Smuraglia, partigiano e presidente nazionale dell'ANPI su "Gli strumenti politici", che dà preziose indicazioni per "presidiare" la nostra democrazia e lo spirito antifascista della nostra Costituzione dal sottovalutato pericolo del nuovo fascismo e del razzismo, che ne costituisce il veicolo.



7. 14 febbraio, Gli ammutinati delle trincee


Quinto appuntamento con il ciclo "Politica e miti"; sabato 14 febbraio, alle ore 17, Marco Rossi presenterà il suo libro "Gli ammutinati delle trincee" (BFS Edizioni), un modo non retorico di parlare della Grande Guerra, nell'anno del centenario.

Dalla scheda del libro:

La Prima guerra mondiale, spesso definita il tragico atto di nascita del Ventesimo secolo, rimane l’evento storico che ha determinato i traumi, i conflitti, le trasformazioni non solo nella società, ma nella coscienza collettiva e nell’esperienza umana di milioni di persone e, in particolare, dei ceti popolari e delle classi subalterne di ogni paese.

Furono infatti queste ultime a pagare maggiormente gli effetti laceranti di quella guerra, voluta dal potere economico, dai governi e dai rispettivi nazionalismi, per affermare un’egemonia imperialista, conquistare territori e incrementare i profitti dell’industria bellica.

La Grande guerra rappresenta il naufragio della civiltà moderna, nella quale è coinvolta pienamente l’Italia liberale che già con la spedizione in Libia (1911-12) aveva anticipato eventi, strategie e temi che troveranno un’altra conferma negli anni 1914-18.

Non tutti i contadini e gli operai travolti dalla guerra accettarono passivamente di morire – da Tripoli a Caporetto – per interessi e logiche non loro.

Prigionieri delle trincee, questi non-sottomessi combatterono una loro guerra dentro la guerra, ammutinandosi agli ordini criminosi dei generali, disertando, dandosi alla macchia, animando rivolte per difendersi da una patria che li mandava al massacro e li voleva assassini di altri sfruttati.

Questa ricerca al rovescio vuole dare voce al loro coraggio di restare umani, anche a rischio della fucilazione per disfattismo.

http://www.bfs.it/edizioni



8. Sabato 24 gennaio, La visione laica del mondo


SABATO 24 GENNAIO, ORE 17, SEDE FONDAZIONE BIANCIARDI, VIA DEPRETIS 32, GROSSETO.

Quarto appuntamento del ciclo "Politica e miti", organizzato insieme agli amici dell'UAAR di Grosseto.

Il segretario nazionale dell'UAAR, Raffele Carcano, presenta il libro del filosofo olandese Paul Cliteur "La visione laica del mondo", diventato un punto di riferimento del movimento ateo mondiale.

Una visione equilibrata, mai fondamentalista: Cliteur sostiene che “l’ateismo come parte della visione laica del mondo deve essere principalmente ateismo privato o non teismo: scettico verso l’ateismo pubblico e risoluto nel rigettare l’ateismo politico”.

I recenti fatti francesi (e non solo) dimostrano vieppiù la necessità del discorso laico.



9. 15 gennaio 2015, Anna Edes di Dezso Kosztolànyi


Giovedì 15 gennaio, ore 17.30, nella sede di via Depretis 32, la Fondazione presenta il libro "Anna Edes" di Dezso Kosztolànyi, scrittore, giornalista, traduttore ungherese del primo novecento, autore di cui Sandor Marai scrisse: "E' stato Kosztolányi a dire che un capolavoro deve essere scritto come si porta a termine un delitto. E ogni giorno lui commetteva un delitto del genere, più o meno grande".

Dezső Kosztolányi (Szabadka 1885- Budapest 1936) è un maestro della letteratura del primo novecento ungherese, già conosciuto e stimato in Italia grazie a Sellerio, Edizioni e/o, Rubettino, Castelvecchi e Mimesis.

Anna Édes (1926) è considerato il suo migliore romanzo la cui traduzione che presentiamo è basata sull'edizione critica ungherese uscita nel 2010; per la prima volta in Italia in edizione integrale.

A presentare il libro Monika Szylagyi, traduttrice del romanzo, di Anfora Edizioni (http://www.edizionianfora.net/#!catalogo/cihc).



10. Sabato 10 gennaio 2015, Alfabeto Grillo


Sabato 10 gennaio ore 17, via De Pretis 32/34 Grosseto

Terzo incontro del ciclo “Politica e Miti”, pensato e organizzato dall’Istituto Gramsci di Grosseto e la Fondazione Bianciardi.

Sabato 10 gennaio presentazione di “Alfabeto Grillo”, un dizionario ragionato, come dice il sottotitolo, del Movimento 5 stelle.

Un saggio, anzi una raccolta di spunti, di osservazioni di vari autori, suggerite dalle parole più ricorrenti nella comunicazione pentastellata, che invitano ad una riflessione sulla epocale mutazione della politica che stiamo vivendo in questo inizio degli anni duemila.

Sarà un’occasione per parlare non solo di stelle, ma dell’eclissi delle forme partitiche storiche e delle nuove prospettive (sperando che se ne possano intravedere).

Saranno presenti i curatori Marco Laudonio, giornalista per La Stampa, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, coordinatore editoriale del sito del Governo italiano, attivo presso l’Università La Sapienza di Roma, dottorato in Comunicazione e ricerca, e Massimiliano Panarari, docente di Comunicazione politica all’Università di Modena e Reggio Emilia, collaboratore della School of Government dell’Università Luiss di Roma e della Bocconi di Milano, saggista, autore di L’egemonia sotto culturale e di Elogio delle minoranze, entrambi da lui presentati a Grosseto, su invito dell'Istituto Gramsci.



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