L’eredità di Tullio De Mauro, 25 maggio

Venerdì 25 maggio alle 17, a Grosseto, nella Sala Conferenze Clarisse Arte, via Vinzaglio, un incontro organizzato insieme all’Istituto Gramsci dal titolo “Tullio De Mauro: la lingua, la società, la scuola”. 

In un tempo che celebra come non mai il mito della comunicazione, proponendo infinite ricette di linguaggi chiari e semplificati, ideali veicoli di rapporti umani diffusi e rapidi, coerenti con un mondo veloce e globalizzato, quale funzione mantiene il pensiero di Tullio De Mauro e in quale direzione va orientata la sua eredità culturale? 

Il grande linguista italiano autore, tra le altre numerose opere, della Storia linguistica dell’Italia unita, già ministro della Pubblica Istruzione e accademico da poco scomparso, si impone al centro del dibattito sul nuovo italiano con la forza della sua ricerca alla cui base sta l’idea di una lingua in cui naturalità e storicità convivono in equilibrio e garantiscono efficacia espressiva solo quando le parole si ancorano alle cose e ai concetti, acquistando peso e rinunciando al vuoto che incanta e non spiega. 

Un messaggio fondato sul valore democratico della lingua e sulla funzione emancipatoria esercitata sui parlanti, che De Mauro mutua dal pensiero gramsciano e rielabora in una concezione dinamica del linguaggio, di evidente attualità in un Italia dell’accoglienza e in una scuola che si confronta giorno per giorno con il tema dell’integrazione linguistica. 

Massimo Vedovelli, professore di Didattica delle lingue moderne all’Università di Siena, già rettore dell’Università degli Stranieri, ne traccia un quadro articolato, arricchito dal contributo della propria ricerca sulle lingue immigrate, in una conversazione con Stefano Adami. Introduce Lucia Matergi. 




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