BIBLIOGRAFIA DI LUCIANO BIANCIARDI

Edizioni principali

1956 – “I minatori della Maremma” è un’indagine sulla condizione sociale e umana dei minatori maremmani dalla sua drammatica formazione storica fino agli anni cinquanta

1957 – Tra il pamphlet e il saggio di costume, “Il lavoro culturale” ripercorre le tappe di formazione di un intellettuale della provincia grossetana tra l’immediato dopoguerra e gli anni cinquanta

1960 – Da Quarto a Torino – Primo libro storico di Bianciardi, si appassiona alla spedizione dei Mille e ne riscrive una storia che viene pubblicata nell’anno del suo centenario

1960 – L’integrazione – Scaraventato dalla provincia monotona nella Milano nevroticamente produttiva, Bianciardi si fa attento e ironico narratore della realtà che ha intorno. Da una parte costretto ad uniformarsi ai ritmi pressanti di una nascente società di massa instupidita dai nuovi miti consumistici, dall’altra restio a mescolarsi, spietato nel dissacrarla

1962 – La vita agra – Il miracolo economico, la febbre dei consumi, la strategia aziendale, la disumanità dei rapporti, le delusioni politiche, a poco a poco stringono in una morsa irresistibile e grottesca l’intellettuale anarchico venuto dalla provincia, col candido progetto di far saltare in aria la sede di una grande società chimico-mineraria.

1964 – La battaglia soda – Basandosi sulla vita di un suo conterraneo garibaldino, Giuseppe Bandi, Luciano Bianciardi ci fornisce una personalissima interpretazione degli anni decisivi del Risorgimento italiano, quando la raggiunta unità nazionale vide cadere, nello stesso tempo, le speranze degli uomini migliori che ne erano stati protagonisti.

1969 – Aprire il fuoco – Ultimo romanzo pubblicato in vita, trasfigurato in una ambientazione tra lo storico ed il fantastico, narra l’epopea delle 5 Giornate di Milano avvenute nel 1848, un secolo dopo, nel 1959. Due diverse anime dello scrittore: quella narrativa – autobiografica e quella storico – risorgimentale si fondono in una sintesi nuovissima per i suo tempi.

1969 – Dàghela avanti un passo – “Ecco perché in questo libro, che è poi una breve storia del Risorgimento, si è dato spazio maggiore a Giuseppe Garibaldi e alla sua impresa più bella, la spedizione di Sicilia. Garibaldi, nel nostro Risorgimento, rappresenta l’elemento popolare: a lui va tutta la simpatia di chi scrive, una simpatia che potrà sembrare partigiana, e lo è”.

1969 – Viaggio in Barberia – Luciano Biancardi intraprende un viaggio di ottomila chilometri nel Magreb o, come dice l’autore, in Barberia a bordo di una 125. Alla spedizione partecipano lo scrittore, la sua compagna Maria Jatosti, il loro figlio Marcello e Ovidio Ricci, fotografo romano, con la giovane moglie finlandese; da Tripoli a Marrakesh e oltre, e poi il ritorno lungo la costa fino ad Algeri.

1972 Garibaldi (postumo) – “E subito gli fecero il monumento, lo misero in cima ad un piedistallo … Noi, modestamente, abbiamo cercato di farlo scendere dal piedistallo, di ritrovarlo uomo”

Altri scritti, altre edizioni

Raccolte

Opere commentate